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Spesso ignoriamo i dettagli più magici che ci circondano ogni giorno. Basta guardare con gli occhi dei bambini.

Quel gatto non si muove mai!

QUEL GATTO NON SI MUOVE MAI! Cosa ho imparato osservando il mondo con gli occhi di una bambina

Ti sarà capitato di non prestare attenzione a qualcosa che ogni singolo giorno ti passa letteralmente a fianco.

E ti sarà capitato che, una volta fatto notare, il tuo primo pensiero fosse: “Come ho fatto a non accorgermene prima?”.

Bene, è esattamente quello che è successo a me.
E tutto è nato con una passeggiata insieme a mia figlia e dalla sua esclamazione: “Quel gatto non si muove mai!”

Sagoma in metallo di un gatto nero ferma sui gradini di un ingresso, simbolo di osservazione e meraviglia quotidiana.

La scoperta sotto casa

C’è un viale alberato vicino a casa mia. È la strada che porta in centro al paese e che percorro letteralmente ogni giorno.
Ovviamente, tutte le volte che necessito di andare in qualche negozio, o anche solo di fare una passeggiata, prendo sempre quella strada. E, spesso, mi capita di farla con mia figlia.

Bene, da parecchio tempo (mesi, anni? Non lo so con precisione) quando passiamo accanto ad un particolare punto della strada, lei esclama “Ma quel gatto non si muove mai!”
Solo che, una volta per la fretta, una volta perché impegnata in altro, non ci avevo mai prestato molta attenzione.

Finché, un giorno, le ho chiesto spiegazioni. E lei, molto semplicemente, mi ha portato a lato del viale, vicino al cancello di un’abitazione, e con la sua manina ha indicato la casa.

“È quello il gatto! Vedi? Non si muove mai!”

Perché gli adulti smettono di vedere?

Sagoma in metallo di un gatto nero ferma sui gradini di un ingresso, simbolo di osservazione e meraviglia quotidiana.

E aveva ragione. Per entrare nel portone principale di quella casa, è necessario salire alcuni scalini. In cima all’ultimo, c’è un gatto. Fermo. Immobile.

E questo perché è un disegno o, più probabilmente, una sagoma in metallo.

A quel punto la mia testa è come esplosa: com’era possibile che mia figlia di allora 6 o 7 anni avesse notato un dettaglio così particolare in una strada che percorreva raramente, mentre io, che la percorro tutti i giorni, non me ne ero mai accorta?

È proprio vero che, a volte, le cose più semplici, ma più interessanti, ci sfuggano. E per guardare cosa, poi? È vero, magari ero semplicemente concentrata sulla strada, ma da qui a non vederlo per anni!

Invece i bambini, con la testa sempre persa nelle loro fantasie (o con la testa fra le nuvole? Ho scritto proprio un articolo in merito) notano dettagli minuscoli, cose piccolissime, che noi, semplicemente, diamo per scontate.

Imparare a osservare il mondo significa proprio questo: rallentare e tornare a stupirsi delle piccole cose.

Il potere dell’immaginazione

Sagoma in metallo di un gatto nero ferma sui gradini di un ingresso, simbolo di osservazione e meraviglia quotidiana.

In seguito a quell’episodio, qualche mese fa, sempre passando da quella strada con mia figlia e osservando insieme il gatto, le ho chiesto: “Secondo te, cosa fa quel gatto? Perché sta sempre lì fermo?”

E lei è partita con una storia bellissima. La racconto in breve:
In quella casa abita una strega. Una strega cattiva che ha catturato tutti gli esseri incantati (fate, troll, folletti…) e li tiene prigionieri. Il gatto, fa la guardia.

“Allora il gatto è cattivo?” le ho chiesto.

“No, il gatto è buono. È la strega che lo obbliga a fare la guardia, e l’ha fatto diventare cattivo”

Questo scambio di fantasie mi ha aperto un mondo. Se una storia così fantasiosa può nascere dalla sagoma di un gatto e da una bambina in età da elementari, quante meravigliose possiamo inventarne noi adulti, partendo dalle cose più semplici?

A volte, per ritrovare la capacità di guardare oltre le apparenze, basta una bambina. In alternativa, la sagoma in ferro di un gatto.

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