TRAME DI BOSCO - La notte in cui la luna scese a terra
Questa storia l’abbiamo creata insieme.
La settimana scorsa, nelle storie Instagram, vi ho fatto scegliere fra alcuni personaggi che si vanno incontro.
Non ho detto perchè, nè dove, solo che dovevano incontrarsi.
Il perchè non lo sapevo nemmeno io: tutto sarebbe dipeso dai due personaggi scelti.
Peccato che i personaggi non siano stati due, ma addirittura quattro!
Tre nel primo sondaggio e uno nel secondo.
Non nascondo che la cosa mi ha dato del filo da torcere, anche perchè i personaggi del primo gruppo non avevano nulla in comune!
– Un albero che vuole camminare;
– Un’aquila che ha deciso di non volare più;
– Un pesce che vuole vedere oltre il ruscello.
E questo strano terzetto andava incontro alla luna, scesa a terra per una notte sola.
Bè, la storia che ne è uscita ha sorpreso anche me.
Spero che lo stesso possa fare con voi.
La notte in cui la luna scese a terra
È sera.
Fiammeggiando, il sole scende piano oltre l’orizzonte, mentre le prime stelle brillano in cielo.
La luna sorge lenta, grande e luminosa.
E lì, nel silenzio rotto solo dalle ultime cicale, una voce si leva dal torrente.
– Ehi tu! Sì, dico proprio a te, albero!
L’albero in questione è un salice. I rami, protesi verso l’acqua, dondolano alla lieve brezza.
– Buonasera pesciolino. Posso aiutarti?
– Non ti sembra strana la luna stasera? Guarda com’è vicina…
– Hai ragione, non l’avevo mai vista così. Ma non riesco a capire bene… servirebbe qualcuno che possa osservare da ancora più in alto. Ehi aquila! Mi senti?
L’aquila gira in tondo alcune volte, poi si posa sui rami del salice.
– Mi hai chiamata?
– Sì, grazie per esserti fermata. Non riusciamo a capire cos’abbia la luna questa sera. Vedi come è vicina? Potresti volare più in alto e scoprire cosa succede.
– Mi dispiace albero, ma proprio non posso. Devi sapere che stavo volando senza meta, cercando solo un posto dove atterrare l’ultima volta. Ormai ho deciso: non volerò mai più.
– Questa è bella! – esclama il pesce – e cosa pensi di fare allora? Nuotare insieme a me nel fiume?
– Potrebbe essere interessante… – l’aquila osserva il pesce con sguardo famelico – Non tentarmi.
– Ehi ehi, tranquilli. – interviene l’albero – Qui nessuno mangerà nessuno. Dobbiamo scoprire cosa è successo alla luna!
– Secondo voi potrebbe essersi impigliata in qualche ramo? – chiede il pesce – Una trota mi ha raccontato che una volta è accaduto davvero. Ed è stata salvata da una lucertola.
– Non sembra impigliata. – osserva pensierosa l’aquila – Ma forse ha bisogno di aiuto. Dovremmo andare a controllare.
– Alzati in volo e vai a vedere, allora! – la sprona il pesce.
– Ho detto che non ho più intenzione di volare.
– E perché?
– Il perché è affar mio. Pensiamo alla luna piuttosto. – l’aquila si fa pensierosa – Io potrei camminare e tu, pesce, nuotare. Albero, immagino che per te sia un problema spostarti.
– Certo che no! Non mi perderei mai un’avventura del genere! Datemi solo un momento…
E fra schiocchi e rimestarsi di terra, ecco le radici dell’albero uscire fuori.
– Vogliamo andare? – chiede infine il salice al pesce, rimasto senza parole, e all’aquila che lo osserva con sguardo curioso.
– Gli alberi possono spostarsi? – riesce infine a boccheggiare il pesce – E da quando?
– È una capacità che hanno solo gli alberi più vecchi. Però è molto scomodo e impegnativo, quindi non lo facciamo spesso. Ma questa è un’occasione speciale. Aquila, se vuoi puoi salire sui miei rami. Andiamo?
E così parte lo strano terzetto. L’albero con in cima l’aquila e il pesce che nuota nel torrente.
In un paio di punti critici, il salice abbassa i suoi rami così che il pesce possa aggrapparsi e superare ostacoli altrimenti per lui insormontabili.
Ma, alla fine, eccoli entrare nel bosco, sempre più vicini a questa strana luna.
Dopo aver camminato in silenzio per un po’, davanti a loro vedono aprirsi una radura. Al centro, un grande lago perfettamente immobile.
E proprio sopra il pelo dell’acqua, ecco la luna.
I tre si avvicinano, intimoriti.
È l’albero a rompere il silenzio:
– Buonasera Signora Luna. Possiamo aiutarla?
La luna si volta verso di loro.
– No grazie. Sono a posto.
– Ehm… – inizia l’aquila – Perché è scesa fin sulla terra questa sera?
– Volevo vedermi riflessa in questo lago. Dovete sapere che quando cerco di specchiarmi nel mare o nei laghi, l’immagine è sempre distorta dall’acqua che si muove. Ma stasera, proprio mentre passavo qui sopra, ho visto questo specchio d’acqua fermo, immobile. Allora non ho resistito e sono scesa per specchiarmi.
– Signora Luna. – interviene il pesce – È vero quello che ho sentito dire? Che una volta è rimasta impigliata nei rami degli alberi?
– È corretto. So che un tasso, venuto a conoscenza della storia, ha addirittura composto una poesia. Ma ora ditemi di voi. Perché siete venuti fino qui?
– Volevamo sapere se aveva bisogno del nostro aiuto, signora. – risponde timidamente l’albero – Ma ora che sappiamo che è tutto a posto, possiamo tornare a casa.
I tre si voltano per tornare sui propri passi.
– Aspettate! – li richiama la luna – Vorrei farvi un dono, per ringraziarvi dell’interessamento.
La luna chiude gli occhi, come per concentrarsi, e un unico raggio di luce bianca, illumina quasi a giorno la radura, fino a ricadere sui rami dell’albero, sulle piume dell’aquila e sulle squame del pesce.
– Ecco. Vi ho fatto dono di un raggio di luna. Grazie a questo, la notte per voi non sarà mai completamente buia. Anche se io non brillerò nel cielo, per voi sarà come se una luce illuminasse sempre i vostri passi.
E con questo dono, l’albero, l’aquila e il pesce si rimettono in cammino verso casa, i cuori illuminati dal raggio di luna e dall’avventura appena vissuta.