TRAME DI BOSCO - La volpe, l'ape e il segreto della Luna che sorride

Questa storia l’abbiamo creata insieme.

La settimana scorsa, nelle storie Instagram, vi ho fatto scegliere un personaggio e un segreto.
Avete scelto due personaggi: una volpe che finge di non conoscere la strada ma la conosce sempre e Un’ape che lavora meno delle altre ma produce il miele più buono.
E questo è il segreto: ha visto una volta sola la luna sorridere e non l’ha detto a nessuno.

Illustrazione della luna sorridente nel cielo notturno — Trame di Bosco, Clouds & Draws

Ecco a te la storia

La volpe, l’ape e il segreto della Luna che sorride

Nel bosco, in una fresca grotta, aveva tana una volpe.
Amava girovagare senza meta, alla scoperta di ogni angolo, ogni anfratto. Grazie al suo peregrinare, il bosco per lei non aveva segreti: lo conosceva bene quanto la sua piccola tana.

Un giorno, durante uno dei suoi vagabondaggi, fu sorpresa da un forte temporale. Si rifugiò sotto un folto cespuglio di sambuco, pieno di fiori profumati in quel pomeriggio di giugno, e aspettò.
Quando smise di piovere ed il vento si placò, uscì dal suo nascondiglio. Stava per avviarsi verso la tana, quando notò un’ape su uno dei fiori.
– Buongiorno piccola ape. – le disse la volpe – Va tutto bene?
– No. – quasi singhiozzò l’ape – La pioggia ha bagnato le mie ali. Non riesco più a volare!
La volpe, mossa a compassione e in cerca di un po’ di compagnia, propose il suo aiuto alla piccola ape.
– Perché non salti sul mio dorso? Nella mia tana potrai asciugarti e stare al sicuro finché le tue ali non si saranno asciugate. Poi ti riporterò al tuo alveare.
L’ape, anche se non del tutto convinta, non poteva rischiare di stare all’aperto: se fosse arrivato un altro temporale prima che le sue ali tornassero in funzione, non sarebbe sopravvissuta.
– D’accordo.
Saltò sul dorso della volpe e si avviarono verso la sua tana.

Una volta arrivati, la volpe la fece scendere nell’angolo più caldo e riparato.
– Non credo riusciremo a tornare al tuo alveare prima di domani mattina. Sei stanca, e le tue ali devono asciugarsi bene. Passa qui la notte e domani mattina ti riaccompagnerò. Nel frattempo, perché non mi racconti un po’ di te? Stavi raccogliendo polline per fare il miele?
– Sì. – sospirò l’ape – Il mio miele è destinato alle api nutrici della regina, quindi raccolgo solo il polline più pregiato e saporito. Le mie sorelle ne producono molto di più, ma il mio deve essere speciale.
La volpe era affascinata dal racconto dell’ape della produzione del miele e della vita nell’alveare e, quando questa ebbe terminato, non mancò di narrarle dei suoi vagabondaggi nel bosco e della sua vita solitaria ma avventurosa.
Parlarono tutta la notte, raccontandosi ogni segreto come due vecchie amiche. La volpe le confidò come conoscesse bene il bosco in ogni suo angolo, ma che si divertiva anche a dare le indicazioni sbagliate a chi gliele chiedeva, perché era convinta che solo perdendosi si imparava a conoscere davvero i sentieri.

L’alba le sorprese ancora intente a chiacchierare e i primi raggi del sole illuminarono la tana della volpe con una morbida luce dorata.
– È ora che ti riaccompagni. – disse infine la volpe – Come stanno le tue ali?
L’ape provò a sbatterle e si alzò subito in volo.
– Benissimo! Grazie, mi hai salvato la vita.
Si incamminarono insieme. La volpe, esperta di ogni angolo di bosco, come guida. L’ape, in volo accanto a lei.

Quando arrivarono in vista dell’alveare l’ape si voltò a guardare la volpe.
– Grazie amica mia. Mi hai salvato la vita e riportata a casa. Vorrei ringraziarti, e mi piacerebbe farlo raccontandoti l’ultimo dei miei segreti, quello che davvero non ho mai detto a nessuno.
La volpe si avvicinò per sentire meglio, incuriosita.
– Devi sapere che, qualche notte fa, è successa una cosa davvero speciale. Non riuscivo a dormire e guardavo fuori dall’alveare quando… ho visto la luna sorridere.
La volpe la guardò sbalordita, poi chinò il capo:
– Grazie. – disse infine – Raccontandomi questo segreto mi hai dato prova di grandissima fiducia. Spero di poter venire presto a trovarti e di avere anche io qualcosa di così meraviglioso da raccontarti.

L’ape e la volpe si salutarono da grandi amiche, certe che fosse solo un arrivederci.

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