IL SILENZIO DEL MATTINO - perché amo alzarmi prima dell'alba
Amo alzarmi presto, molto presto.
Amo il buio fuori dalla finestra, quando il mondo ancora dorme e il giorno è tutta una promessa ancora non scritta. Amo muovermi piano per non disturbare il sonno di chi mi sta accanto, mentre con delicatezza appoggio i piedi sul pavimento. Amo fare attività al mattino. Amo fare colazione da sola.
Amo il silenzio del mattino.
Il silenzio prima dell’alba
Ormai da svariati anni mi alzo prima dell’alba. Si può dire che, nei giorni vicini al solstizio d’estate, io e il sole ci alziamo insieme.
Adoro quei giorni, in cui fuori c’è già luce anche quando il sole non è ancora sorto.
Eh sì, normalmente mi alzo alle 5.31 di mattina (so che è un orario strano: ne parlo anche in un altro articolo sul blog). Ed è bellissimo vedere come, durante il corso dell’anno, le mattine cambino tanto, e non solo per la luce che c’è fuori.
Cambiano i rumori, gli odori, il cielo… cambio io.
Ma in tutte queste mattine, così diverse fra loro, c’è sempre una costante: il silenzio.
Non un silenzio vuoto. Un silenzio pieno di aspettativa, di promesse per il giorno che ancora deve nascere.
È molto diverso dal silenzio della notte. Quando cala il buio, le attività dell’uomo non si fermano per molte ore ancora. Si sentono auto, voci, magari la televisione di un vicino. Poi tutto si acquieta, piano piano, e rimangono solo i suoni degli animali notturni. E così fino a prima dell’alba. Tutto è fermo, ancora addormentato. Si può sentire la voce del vento e, soprattutto in estate, gli uccellini che cinguettano allegramente.
Un tempo solo mio
E io la mattina mi trovo lì, sveglia prima di tutti in casa. È come se quel giorno mi regalasse un’ora in più, rubata alla notte. Chiudo gli occhi, e quei minuti sono solamente miei.
Il corpo può svegliarsi piano piano (anche se, lo ammetto, dal momento che mi alzo sono subito in modalità ON), posso permettermi di prendermi i miei tempi senza sensi di colpa. Nessuna scadenza, nessuna aspettativa. Solo io e quello che mi sento di fare.
Nei primi tempi in cui mi svegliavo così presto, ritenevo sprecate le mattine in cui non riuscivo a performare. Magari non riuscivo a fare yoga, o non ce la facevo a meditare… Non mi sentivo a posto con me stessa, come se quell’ora rubata fosse stata sprecata.
Poi ho capito. Quel tempo è solo mio, posso essere solo me stessa, non devo dimostrare niente a nessuno.
Quel silenzio, mi permette di essere me.
Alzarsi presto: una scelta d’amore
Spesso mi sono sentita chiedere: “Ma come fai ad alzarti così presto?”. Oppure “Io non potrei mai!”.
E non c’è nulla di sbagliato in questo. Per tanti anni anche io la pensavo esattamente così. Non esiste un modo giusto di far partire la giornata, ognuno deve trovare il suo, che lo faccia sentire bene e a proprio agio.
Ci sono delle mattine che anche io rimango a letto (mai oltre le 7, lo ammetto. Se dormo di più mi viene mal di testa…), oppure che mi alzo e dormo ancora una mezz’oretta sul divano. Ma non ritengo che sia una sconfitta.
Perché per me alzarmi presto non è questione di disciplina, ma di amore per quel momento del mattino, per tutto quello che posso fare in quello spazio solo mio.
Quando il mondo si sveglia
Poi il momento passa. Piano piano il mondo attorno a me si sveglia, e il silenzio si trasforma. La promessa del giorno diventa qualcosa di concreto, e tutto prende un altro ritmo. Non più brutto, non sbagliato: semplicemente, cambia.
Sento la presenza di tanti movimenti attorno a me, dentro e fuori casa.
Il mondo riparte, e io con lui.
Ma l’essermi dedicata quel tempo ha già reso la giornata più speciale.
Anche oggi ho rubato un’ora alla notte.
Anche oggi ho potuto godere
del silenzio del mattino.