TRAME DI BOSCO - Il lupo che non sapeva più ululare alla luna

Questa storia l’abbiamo creata insieme.

La settimana scorsa, nelle storie Instagram, vi ho fatto scegliere un personaggio e qualcosa che aveva perso.
Avete scelto per il personaggio: un lupo che ha dimenticato come si ulula alla luna.
E ha perso: il coraggio di fare una cosa che ha sempre rimandato.

Illustrazione del lupo che ulula alla luna nel bosco notturno. Trame di Bosco, Clouds & Draws

Ne è uscita una storia un po’ diversa dalle altre…

Spero ti piacerà.

Il lupo che non sapeva più ululare alla luna

È notte nel bosco.
Gli alberi muovono le loro foglie a ritmo del vento, coprendo con il loro fruscio i passi degli animali notturni.
Le stelle brillano fioche stasera, oscurate da una luna piena così brillante come non si vedeva da tempo.

Nel silenzio, un grido squarcia il buio, perdendosi poi in un cupo lamento.

– Mamma, che cosa è stato? – la piccola volpe, terrorizzata, si rifugia fra le zampe della madre.
– È stato il lupo. Non devi averne paura.
– Certo che mi fa paura. I lupi non fanno dei versi così.
– Lo so, caro. Ma questo è un lupo molto triste.
– Perché?
– Perché non ricorda più come si ulula alla luna. E oggi c’è luna piena. Vorrebbe tanto poter farle sentire la sua voce.
– Come ha fatto a dimenticarsene?
– È per via di una maledizione. Molte e molte notti sono passate da quel momento, ma ancora il lupo non si rassegna. Era una sera d’autunno, fresca e buia. Il lupo aveva già cacciato e si stava dirigendo verso il torrente per dissetarsi. Poi ha incrociato sulla sua strada la famiglia di topolini.
– Non credo che dei topolini possano fare male ad un lupo.
– Infatti il lupo non aveva certo paura. Con una zampata li buttò tutti a terra e si divertì a rincorrerli fra le foglie, terrorizzandoli. Non voleva mangiarli, solo divertirsi. Riuscì a mettere all’angolo il più piccolo dei topolini, finchè la sorella maggiore non gli ferì il muso con un ramo, per difendere il fratellino. Il lupo, furioso, si rivoltò contro di lei. Ma non la mangiò. In un impeto di rabbia polverizzò la loro tana e mangiò tutte le loro provviste per l’inverno. Allora la topolina gli si rivolse così: “Io ti maledico, lupo. Non per fame, ma solo per dispetto ci hai terrorizzati e hai distrutto la nostra casa. Per questo, perderai qualcosa a te molto caro.” Il lupo si allontanò sghignazzando. Solo dopo qualche notte si accorse che non era più in grado di ululare alla luna, non si ricordava più come fare. Quella era la maledizione della topolina.
– Non potrebbe chiedere a qualche lupo di insegnarglielo nuovamente?
– Ci ha provato, più e più volte. Ma non importa quanto gli venga spiegato e ridetto, continua sempre a dimenticarlo.
– E la maledizione non si può rompere?
– Un modo esiste.
– Perché il lupo non lo fa, allora?
– Non ne ha il coraggio.
– È qualcosa di pericoloso?
– No. Deve solo riconoscere il suo errore e chiedere scusa alla famiglia di topolini.
– Tutto qui? Potrebbe farlo subito!
– Non può. Serve una grandissima forza per farlo, e il lupo non ce l’ha.
– Ma è molto forte il lupo.
– Quello che serve è un tipo di forza diverso. Non tutti ne sono in possesso.

– Io ce l’ho mamma?
– Sì tesoro, e spero non ti manchi mai.

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