TRAME DI BOSCO - La rana e l'edera

Questa storia l’abbiamo creata insieme.

La settimana scorsa, nelle storie Instagram, vi ho fatto scegliere un personaggio e un elemento magico.
Avete scelto: una rana che colleziona riflessi nelle pozzanghere e un’edera che cresce verso i posti tristi per scaldarli.

Illustrazione scrapbook della rana sullo stagno con l'edera e la casetta in pietra — Trame di Bosco, Clouds & Draws

Ecco a te la storia

La rana e l’edera

Era una fresca mattina di giugno, e la rana si stava dedicando al suo passatempo preferito sulle rive dello stagno dove viveva, quando una foglia attirò la sua attenzione battendole un colpetto sulla spalla.

– Buongiorno. – disse la foglia.

– Buongiorno a te. – rispose la rana – Chi sei?

– Io sono un’edera.

– Buongiorno edera.

L’edera stette qualche tempo ad osservare la rana. Questa guardava attentamente l’acqua e, di quando in quando, vi tuffava dentro una grande foglia di ninfea, che poi scrollava lì vicino.

– Cosa stai facendo? – chiese infine l’edera.

– Colleziono riflessi.

– E come si fa?

– È semplice. Ogni volta che nell’acqua vedo un riflesso nuovo, lo catturo con questa foglia e lo metto qui accanto.

L’edera osservò il pezzetto d’erba che la rana stava indicando, vedendolo desolatamente vuoto.
Non volendo però offendere la nuova amica, annuì e si mostrò interessata.

– Come fai a sapere se un riflesso è già nella tua collezione? Li ricordi tutti?

– Non serve ricordarli. – rispose la rana – Ogni riflesso è diverso e unico, quindi non rischio mai di raccoglierne uno che ho già.

L’edera osservò ancora un po’ la rana.

– Conosci qualche posto triste qui attorno? – le chiese infine.

– Cosa intendi per triste?

– Non lo so… triste. Posti in cui quando vai ti senti un po’ giù e tutto attorno a te sembra aver perso la felicità.

– Come il cimitero dei moscerini?

– Che posto è?     

– È un cimitero. Per moscerini. Vanno lì a morire. In realtà è un posto che a me rende felice, ma immagino non sia lo stesso per i moscerini.

– Lo credo anche io. Ti vengono in mente altri posti?

– Sotto il salice piangente dall’altra parte dello stagno!

– È un luogo triste?

– Non saprei… non ci sono mai stata. Ma dal nome si direbbe di sì.

L’edera e la rana restarono un po’ in silenzio, ognuna persa nei propri pensieri. Ogni tanto la rana catturava un nuovo riflesso.

– C’è un posto veramente triste qui vicino. – riprese la rana dopo un po’ – È strano e freddo, fatto solo di pietra. Non ci sono alberi attorno e gli animali ne hanno paura e stanno lontani.

– Sembra un luogo molto triste, in effetti. Non ci vive proprio nessuno?

– Solo un uomo. Senza nessun altro.

– Deve sentirsi molto solo senza compagnia in un posto così isolato, quando attorno c’è un bosco così vivo e bello.

La rana e l’edera rimasero ancora un po’ in silenzio.

– Credo andrò a fargli una visita. – disse infine l’edera.

– Penso ne sarebbe felice. – convenne la rana.

– Arrivederci allora, e grazie dell’aiuto.

– Arrivederci. – salutò la rana, riprendendo la sua strana pesca.

Pensava non avrebbe più avuto occasione di scoprire se l’edera fosse riuscita nel suo intento, ma qualche tempo dopo fu una libellula a portargli notizie.

Adesso la costruzione in pietra dell’uomo era completamente ricoperta d’edera. Gli animali del bosco avevano iniziato ad abitare nuovamente quei luoghi, ora allietati anche dalle risate di un cucciolo umano.

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