L'ALBERO DEGLI AQUILONI PERDUTI
Nella vasta campagna, in un campo sperduto, c’è un albero.
Che c’è di strano? Direte voi.
La cosa strana è che quell’albero si trova proprio nel centro del campo. Non sul confine, non vicino ad un fosso o un canale.
No, proprio nel centro.
Quando il contadino deve arare o seminare, semplicemente lo evita. Sembra lo faccia quasi inconsciamente: ci gira attorno, ma è come se non lo vedesse.
Una quercia speciale
Quell’albero è una quercia. Alta, maestosa, con la chioma verde, frondosa… e macchiata di ogni colore. Blu, rosso, rosa, verde, giallo…
Ma non sono le foglie a dargli questi colori. Sono gli aquiloni che rimangono impigliati fra i suoi rami.
Perché quello è l’albero degli aquiloni perduti.
Nelle giornate ventose, quando il parco è pieno di bambini con i loro aquiloni in cielo a compiere acrobazie, l’albero sa che probabilmente un altro aquilone si aggiungerà alla sua chioma.
Un bambino, o una bambina, starà sicuramente facendo compiere qualche evoluzione al suo bell’aquilone, mandandolo sempre più in alto verso il cielo. Finché, all’improvviso, lo spago che lo tiene si spezzerà e l’aquilone volerà via, libero nel cielo, fino ad andare a posarsi sulla grande quercia.
Il custode di desideri
Il bambino sarà triste di aver perso il suo aquilone, ma non dovrebbe.
Perché quell’albero non colleziona aquiloni.
Custodisce desideri.
I desideri più profondi, quelli che hanno bisogno di aspettare, di sedimentare per un po’.
Desideri che forse nemmeno i loro proprietari hanno compreso fino in fondo. E hanno quindi bisogno di essere protetti, custoditi.
Fino al giorno in cui saranno pronti a spiccare il volo.
E, quando quel giorno arriverà, l’aquilone sarà nuovamente libero di tornare a volare.
Abbiamo smesso di giocare con gli aquiloni?
L’albero non custodisce solo i desideri dei bambini. Anche quelli degli adulti trovano posto fra i rami frondosi.
Ma ormai sono pochi a giocare con gli aquiloni, sono pochi a permettersi di sognare, a qualunque età.
E la chioma dell’albero è sempre più verde, sempre meno aquiloni restano impigliati.
E l’albero è più triste. Non per sé stesso, ma per questo mondo che vede i sogni come qualcosa di superfluo, qualcosa di sostituibile con il piacere di possedere sempre più oggetti. O, forse, le persone non hanno smesso di sognare; semplicemente, ritengono i sogni qualcosa di irraggiungibile. Quindi, perché averne se poi saranno disillusi?
Forse manca il coraggio…
Forse è proprio questo che manca.
Non gli aquiloni.
Non il vento.
Ma il coraggio di lasciarli andare.
E non importa che il tuo sogno sia qualcosa di immenso.
I sogni sono fatti anche di cose semplici, come vivere in pace, in armonia con la natura ed essere soddisfatti di sé stessi.
Ricomincia a sognare. Gioca ancora con l’aquilone.
E se un improvviso colpo di vento lo porterà via… forse non l’hai perso.
Forse è solo arrivato nel posto giusto.